Angelo Mai è il nome storico del centro sociale nato nel 2004 dall’occupazione dell’ex Istituto Angelo Mai, uno stabile del Cinquecento tra via degli Zingari e via Clementina, nel cuore del rione Monti: famiglie senza casa e artisti ne fecero per anni un laboratorio di teatro, musica e cultura indipendente a due passi dai Fori.
Perché fu sgomberato: lo stabile apparteneva al Comune di Roma, che nel 2006 ne dispose lo sgombero coattivo — l’occupazione non aveva mai ottenuto una concessione stabile, e l’amministrazione ne rivendicò la destinazione a uso pubblico (poi effettivamente scolastico). Lo sgombero coinvolse una comunità mista di circa 25 famiglie e il collettivo artistico che vi aveva sede, suscitando proteste e un ampio movimento di solidarietà da parte del mondo della cultura e dell’associazionismo romano, che ne difese il valore sociale e artistico chiedendo un’alternativa abitativa e culturale.
Il ruolo dell’Angelo Mai a Roma: prima ancora di diventare un caso di cronaca, l’Angelo Mai si era imposto come uno dei più importanti laboratori di teatro e musica indipendente della città, capace di attrarre artisti emergenti e affermati in un contesto di autogestione, ben oltre i confini di un centro sociale generalista.
Dopo lo sgombero, nel 2009 il Comune ricollocò il collettivo in un nuovo spazio a Viale delle Terme di Caracalla 55, che da allora porta il nome di « Angelo Mai Altrove » — « altrove » proprio a indicare la nuova sede, diversa da quella originaria. È lì che il progetto ha continuato la propria attività culturale, vincendo nel 2017 il Premio Ubu come realtà innovativa, e affrontando nel 2026 un nuovo sequestro (scheda separata su Romazio).
Lo stabile originario di via degli Zingari, dopo lo sgombero del 2006, è stato riconvertito dal Comune per un uso scolastico e non ospita più attività culturali pubbliche: questa scheda resta a titolo storico/informativo per ricostruire l’origine del progetto Angelo Mai.
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